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Il Parlamento europeo ha dato il suo definitivo via libera al piano di riarmo proposto da Ursula von der Leyen durante il vertice del 6 marzo. 

( nella foto di apertura Ursula von der Layen )

Una mossa che non ha suscitato particolari resistenze: la proposta è passata con una larga maggioranza, con 419 voti favorevoli, 204 contrari e 46 astenuti, su un totale di 669 deputati presenti. 

Eppure, a parte qualche ritocco marginale rispetto alla bozza iniziale, l’Europa sembra essersi allineata senza tentennamenti e oscillazioni.

A sorpresa, è passato anche il rinnovo del sostegno all’Ucraina, una decisione su cui Fratelli d’Italia aveva cercato di glissare, rimandando una posizione definitiva. 

Ma alla fine, la maggioranza ha deciso di andare avanti, chiudendo gli occhi su qualsiasi dubbio.

Il PD in Fiamme, diviso e a pezzi

La frattura interna al Partito Democratico è ormai evidente. 

Dieci deputati del PD hanno scelto di sposare senza riserve il piano ReArm Europe, schierandosi con la risoluzione del Parlamento europeo e abbracciando l'agenda di von der Leyen

Altri undici, invece, hanno deciso di restare nel limbo, astenendosi in modo da non scontentare nessuno.

Nel frattempo, gli altri partiti italiani si sono orientati in direzioni diametralmente opposte: Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno accolto il piano, mentre Movimento 5 Stelle, Lega e Alleanza Verdi-Sinistra hanno fatto muro contro la risoluzione. 

E non è finita qui: ben tredici eurodeputati del PD hanno anche votato contro il paragrafo 68, quello che sostiene proprio il piano di riarmo. 

Insomma, il caos regna sovrano tra le file del Partito Democratico.

M5S, La Democrazia al Servizio del Riarmo?

Il Movimento 5 Stelle non ha usato mezzi termini nel condannare la decisione del Parlamento europeo: "Oggi, l'Europa ha compiuto una macchia indelebile nella sua storia democratica. 

La possibilità di lanciare un messaggio chiaro a Ursula von der Leyen è stata sprecata, e invece il Parlamento ha accettato supinamente di avallare il suo piano di riarmo, un progetto folle da 800 miliardi che spinge l'Europa verso l’escalation militare e sottrae risorse vitali per far fronte alle sue sfide interne."

Per il M5S, questo non è un piano di difesa, ma un’agenda bellicista che spingerà l’Europa verso il precipizio.

"Debiti di guerra, tagli ai fondi di coesione, separazione delle spese per la difesa, e la trasformazione della Banca Europea per gli Investimenti in una banca delle armi: tutto questo è il volto - affermano gli Eurodeputati del M5S -  del militarismo europeo che combatteremo con tutte le nostre forze, sia nelle istituzioni che nelle piazze, con la grande manifestazione del 5 aprile".


"L’Europa che sognava De Gasperi non è quella degli Stati pronti a riarmarsi, ma quella di una difesa europea - concludono gli Europarlamentari pentastellati - che prevenga i conflitti, non che li alimenti. Senza pace, l’Europa non ha futuro."


Carlo Maria Mazzei

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